Il 36enne pugliese è attualmente il giocatore italiano con il miglior posizionamento nel ranking mondiale. Nel 2025 è stato fra i protagonisti del DP World Tour e anche quest’anno ambisce alla top 50 della Race to Dubai. “Pressione e adrenalina il giusto mix per performare al meglio all’Open d’Italia”
Francesco Laporta, insieme ai fratelli Molinari, è uno dei testimonial di lancio del DS Automobiles 83° Open d’Italia. Pugliese di Castellana Grotte (Bari), 36enne cresciuto tra il San Domenico e i campi da golf sudafricani, Laporta è attualmente l’italiano più alto nel ranking mondiale (202°). Proviene da una stagione chiusa in crescendo, con la partecipazione, insieme ad Andrea Pavan, all’Abu Dhabi HSBC Championship, il primo dei due playoffs del DP World Tour riservato ai primi 70 della Race to Dubai. Sul tee di partenza del Circolo Golf Torino porterà con sé esperienza, tempra agonistica e il desiderio di regalarsi un Open da protagonista.

Francesco Laporta – Credit Filippo Vianelli
Cosa rappresenta per te l’Open d’Italia?
“E’ sicuramente uno degli appuntamenti più importanti della stagione, soprattutto per noi italiani e quindi l’obiettivo è giocar bene. Quest’anno sarà ancora più bello per un field di qualità, in particolare con vincitori di major e con il capitano della Ryder Cup. Tra l’altro si svolge al Circolo Golf Torino dove ho disputato il mio primo Open da pro e sicuramente proverò una forte emozione”.
Più adrenalina o più pressione nell’essere uno dei giocatori più attesi in questa edizione?
“Tutte e due. C’è pressione che però, trasformata in adrenalina, può divenire un aiuto. Sarà esaltante posizionare la palla sul tee della buca 1, ma arrivo al torneo non in gran forma fisicamente per i problemi che ho avuto alla schiena”.
Il ricordo del tuo primo Open e l’edizione che ti ha dato più soddisfazione?
“Il primo l’ho disputato da amateur al Royal Park I Roveri, ed è stato molto difficile. Era la prima volta che giocavo insieme a grandi campioni ed ero molto, molto emozionato, ma mi sono rimaste sensazioni indimenticabili che hanno lasciato il segno. Agli Open ho vissuto tanti bei momenti, ma i ricordi più importanti sono legati a quello del 2021 al Marco Simone, dove mi sono classificato quarto. Risultato a parte, è stato pazzesco pensare che quello sarebbe poi stato il percorso della Ryder Cup”.

Francesco Laporta – Credit Filippo Vianellli
Conosci il percorso del Circolo Golf Torino?
“L’ultima volta ci ho giocato molti anni fa e, anche se vi ho disputato tante gare da dilettante, non ho ricordi precisi. Ho memoria di qualche buca, è sicuramente molto bello, con fairway stretti, non tanto lungo, delicato e sono certo che sarà teatro di un grande evento”.
Gli obiettivi stagionali?
“Poter entrare al primo dei due PlayOffs ad Abu Dhabi e poi tra i cinquanta che disputeranno l’ultimo evento del DP World Tour a Dubai. Naturalmente spero di riprendermi al meglio dai miei problemi fisici, perché sono vari mesi che convivo con il mal di schiena, e mi auguro di portare una vittoria a casa, dopo averla sfiorata in qualche occasione”.