LE INTERVISTE DOPO IL TERZO GIRO DEL 71°OPEN D’ITALIA PRESENTED BY DAMIANI

  • 4 francesco molinari

HENNIE OTTO – Terzo giro: 71 (-1). Totale 200 (67 62 71 -16)

-Che valutazione dai alla tua prestazione?

“Non è stata una giornata facile. Dopo 8 buche ho accusato problemi alla schiena e ciò ha condizionato il mio gioco. Comunque stringo i denti e vado avanti. Oggi sono stato fortunato in alcune occasioni, ma per vincere un torneo serve anche la buona sorte.

Domani?

E’ bello trovarsi in cima alla classifica. Spero di continuare a restarci, concentrandosi sul mio gioco.

Il pubblico mostra simpatia nei tuoi confronti

Oggi è stato fantastico sentire urlare il mio nome. Mi auguro di riuscire a entusiasmarli anche domani”.

FRANCESCO MOLINARI – Terzo giro: 69 (-3). Totale 207 (66 72 69, -9)

“Ho avuto paura di fare 18 par di nuovo, come mi era accaduto negli Stati Uniti, dopo un po’ di buche. Onestamente ho giocato meno bene dei primi due giorni, soprattutto dal tee. Ho mancato qualche fairway di troppo, ma sono riuscito a fare un buon punteggio per cui sono abbastanza soddisfatto. Onestamente non ho trovato differenza tra il campo di ieri e quello di oggi e quindi non mi spiego gli score bassi di ieri.

Ho tirato tanti buoni putt, ma alcuni hanno sbordato o sono passati molto vicini alla buca. Per abbassare lo score occorre anche imbucare da cinque metri e oltre. La distanza da colmare con i primi è tanta, ma se si è girato in 62 vuole dire che ci sono ancora chances.. E’ un campo dove è più facile attaccare che giocare in difesa. Se le cose vanno bene si possono fare tanti birdie, mentre se si sta troppo attenti o conservativi  basta poco per perdere colpi”.

– Dopo l’Open vai a vedere la partita tra il Torino e la tua Inter?

“Ci ho pensato per un attimo, ma non ci andrò. Due anni fa, però, abbiamo vinto”.

MATTEO MANASSERO – Terzo giro: 71 (-1). Totale 213 (73 69 71, -3)

– Hai iniziato bene, come avevi auspicato ieri, poi cosa è successo ?

“Fino alla buca 15 ho espresso un discreto gioco, pur non essendo stato impeccabile da tee a green. Avevo l’opportunità di chiudere con un ‘meno 4’ che sarebbe stato importante. Purtroppo, però, ho pagato molto cari i due bogey nelle ultime tre buche, peraltro senza aver commesso errori grossolani. Purtroppo queste cose capitano e bisogna accettare il verdetto del campo”.

– Non hai certamente un bel rapporto con la buca 16 dove hai perso quattro colpi in tre giri.

“Anche oggi non ho eseguito un bel tee shot e, mancato il green, è arrivato il bogey. In un’altra occasione ho preso tre putt da corta distanza. E’ evidente che devo fare meglio sia dal tee che sul green”.

– Un torneo con alti e bassi…

“In realtà non ho poi giocato così male. Anzi, avrei potuto realizzare uno score globale molto più basso, con sei o sette colpi in meno, e invece mi ritrovo indietro. Spero quanto meno di poter concludere domani con un buon giro”.

EDOARDO MOLINARI – Terzo giro: 71 (-1). Totale 211 (71 69 71, -5)

– Un giro nel quale hai raccolto meno di quanto avresti meritato.

“Oggi ho giocato molto bene, nonostante una brutta partenza. Non sono riuscito a sfruttare le tante occasioni da birdie che mi sono creato. Il putter non ha funzionato come avrei voluto”.

– Il doppio bogey alla buca tre non ti ha condizionato da un punto di vista mentale?

“ No, ho ripreso subito il mio gioco, conscio dei miei mezzi. Dovendo impostare il giro all’insegna di una tattica aggressiva, può capitare che ci siano questi incidenti di percorso”.

– Sfruttando il buon feeling odierno, punti a un finale in crescendo.

“Sicuramente. Spero di accorciare la classifica e portami il più in alto possibile. Continuando a esprimermi su questi livelli si può provare a chiudere il giro in 62 o 63 colpi”.

– A distanza di un anno dalla scorsa edizione, hai l’impressione che l’interesse verso il golf sia cresciuto ancora di più in Italia?

“Senza dubbio. Ogni anno l’Open richiama sempre più spettatori. Mi auguro che questo tipo di eventi contribuiscano a un’ulteriore diffusione di questo sport in Italia”.

FRANCESCO LAPORTA – Terzo giro: 69 (-3). Totale 209 (68 72 69, -7)

 – Che giudizio dai del tuo Open dopo 54 buche giocate?

“Sono molto soddisfatto. Sto puttando bene e anche il driver funziona a dovere. Spero di continuare a esprimermi su questi livelli”.

– Come procede il tuo processo di crescita tecnica?

“Provengo da due tagli nelle ultime due edizioni dell’Open d’Italia e i punteggi che sto realizzando qui a Torino testimoniano i miei miglioramenti. Sicuramente, anche i buoni risultati ottenuti nel tour sudafricano mi hanno aiutato ad acquisire più sicurezza”.

– Che emozione ti ha dato giocare con così tanti spettatori?

“ E’ una sensazione bellissima. Giocando sul circuito sudafricano non ho tutte queste attenzioni intorno a me. Qui in Italia c’è più pressione, ma ne guadagni in adrenalina”.

– La tua stagione come proseguirà?

“Tenterò di entrare nell’European Tour attraverso la Qualifying School, poi tornerò in Sudafrica per partecipare a quattro eventi del Sunshine Tour”.

 EDOARDO RAFFAELE LIPPARELLI – Terzo giro: 71 (-1). Totale 209 (68 70 71, -7)

 – Ti aspettavi di trovarti secondo fra gli italiani, al pari di Francesco Laporta, dopo tre giri all’Open d’Italia?

“Il mio obiettivo era superare il taglio, così come mi era riuscito l’anno scorso. Trovarmi in questa posizione di classifica lo considero un bonus”.

– Raccontaci il tuo terzo giro.

“Oggi sono stato un po’ meno brillante, ma sono riuscito a salvare ugualmente lo score con gli approcci e con il gioco corto”.

Qual è il tuo obiettivo per il giro finale?

“Punto a migliorare il punteggio dello scorso anno e magari entrare nei primi dieci classificati”.

Come ti descriveresti?

“Per la mia età, mi considero un giocatore monocolpo. Devo imparare a variare il mio gioco in considerazione della conformazione delle buche”.

-Dove ti alleni durante l’anno e quali progetti hai per il futuro?

“Vivo a Londra. Ho ancora un anno di studi al Wellington College e mi alleno a Wentworth, poi d’estate mi sposto a Ronciglione in provincia di Viterbo. Terminati gli studi, andrò negli Stati Uniti per frequentare un’università con indirizzo economico. Per il passaggio tra i professionisti c’è ancora tempo. Non mi sento ancora pronto”.

– Come si differenzia lo stile di gioco italiano da quello britannico?

“In Italia si è meno influenzati dal vento e si cura di più la precisione dei colpi”.

– Il tuo giocatore preferito?

“Rory McIlroy”.