Il Presidente del Golf Torino invita gli appassionati di golf a non perdersi lo spettacolo di un evento che va ben oltre l’aspetto agonistico. “Vi aspetto tutti nel nostro Circolo, sono sicuro che passeremo insieme quattro giorni indimenticabili”.
Il conto alla rovescia è iniziato. Ancora una settimana di preparativi, poi da giovedì 26 giugno prenderà ufficialmente il via il DS Automobiles 83° Open d’Italia. Al Golf Torino si lavora incessantemente e si respira un’aria di grande attesa per quello che sarà il quarto Open in programma nel circolo presieduto oggi da Giorgio Tadolini.
Da tempo la macchina organizzativa è in movimento per dare vita alle tante novità che caratterizzeranno questo Open: oltre ai campioni di golf attesi da tutta Europa (e non solo), quello che desta grande curiosità è il nuovo format dell’evento, un format innovativo e coinvolgente, con tanti appuntamenti che contraddistingueranno le giornate di gara.
“Stiamo per ospitare per la quarta volta l’Open d’Italia maschile e ci conforta il fatto che nelle precedenti tre edizioni tutto si è svolto nel miglior modo possibile – dice il Presidente Tadolini -. I miei predecessori, da Pininfarina a Lorenzo Silva, hanno creato occasioni indimenticabili e mi auguro che anche questa che sta per iniziare segni un importante rilancio dell’attività golfistica. La Federazione si sta impegnando a fondo su tutta l’organizzazione e per quanto ci riguarda mi sento di dire che il Circolo sarà sicuramente all’altezza delle migliori competizioni a livello europeo”.
Gli appassionati di golf, che ancora non conoscono il vostro circolo, resteranno sorpresi da tanta bellezza?
“Ne sono convinto. Il nostro Circolo sorge in una zona naturale unica e di rara bellezza. In questa area ha soggiornato Vittorio Emanuele II, che fece costruire un muro di cinta lungo quasi 30 chilometri e ancora oggi si può vivere la storia secolare di quella che è stata una tenuta di caccia dei Re. L’Open si giocherà in un contesto dove il golf ha cercato di inserirsi senza andare contro la natura e sono sicuro che il pubblico apprezzerà perché il nostro percorso, senza peraltro toccare quello che è l’aspetto naturale, si è inserito alla perfezione. Verranno in tanti a trovarci e a seguire i quattro giorni di gara; sarà un lungo weekend che lascerà un segno positivo nella nostra storia golfistica”.
Come ha vissuto questa vigilia e quali sono state le maggiori difficoltà che avete dovuto affrontare?
“I lavori di allestimento hanno fatto sì che il tempo passasse velocemente e oggi posso dire che l’avvicinamento all’Open d’Italia è passato in fretta. Da un punto di vista operativo, difficoltà vere e proprie non ci sono mai state e il merito va alla nostra squadra che ha saputo lavorare molto e bene, ma soprattutto in grande sintonia. Tutto questo, ovviamente, con l’appoggio della Federazione che non ha mai fatto sentire la sua mancanza”.
In definitiva, secondo lei, che Open d’Italia sarà?
“Di grande impatto e con tante novità, sia in campo che fuori. La Federazione ha pensato e voluto un Open in cui la gente, una volta finito il gioco, potesse stare insieme e divertirsi e sono convito che questo nuovo format possa portare nuovo pubblico e aiutare la crescita del golf. Vi aspetto tutti al Golf Torino e sono sicuro che passeremo insieme quattro giorni indimenticabili”.