76° OPEN D’ITALIA: LE INTERVISTE DEL PRIMO GIRO

FRANCESCO MOLINARI – Score 71 (par)

– Hai chiuso in par, pensi che il risultato ti stia un po’ stretto?

“Per come ho giocato oggi mi accontento. E’ stata una giornata in chiaroscuro. L’inizio è stato difficile, ho lottato con tutto quel che avevo dentro e quel birdie sull’ultimo green, che mi ha riportato in par dopo 17 buche sempre sopra, è stato veramente importante per il morale”.

– Domani la reazione?

“Cercherò sicuramente di giocare meglio e di procurarmi più occasioni da birdie durante le 18 buche. Devo salire di livello per diventare più competitivo”.

– La parte più difficile del percorso?

“Da tee a green il campo è molto esigente e il rough non è altissimo, però complica di molto il controllo dei colpi, sia per quel che concerne la distanza sia per la traiettoria, per cui bisogna sbagliare poco in generale”.

– Ti stai concentrando su qualcosa in particolare del tuo gioco per accrescere ancor più il rendimento?

“Occorre lavorare su tutto, come ho sempre fatto. L’obiettivo è quello un miglioramento a lungo termine. Per ottenere lo scopo bisogna fare dei cambiamenti a poco a poco, magari anche sacrificando qualche giornata di gara, Credo che sia l’unico modo per lavorare in prospettiva e avere dei responsi consistenti”.

– Ti sei fatto un’idea sul punteggio che può risultare vincente?

“Difficile dirlo al momento. Qualche score buono è stato fatto. Di sicuro è un percorso dove è fondamentale giocare bene dal tee, perché così si creano possibilità di birdie. E i green in tal senso agevolano, perché sono perfetti”. (Nella foto: Francesco Molinari)

FRANCESCO LAPORTA – Score 69 (-2)

Francesco Laporta ha festeggiato nel modo migliore il suo 29° compleanno con una buona prestazione. “Lo score è buono – dice – perché il campo è difficile, piuttosto lungo ed è fondamentale essere precisi con il tee shot. Non sono neanche facili i secondi colpi al green, ma oggi sono riuscito a procurarmi occasioni da birdie e a fruttarle. Ho giocato qui qualche anno addietro, nel Challenge Tour, con condizioni diverse, poiché c’era pioggia, però il percorso lo ricordavo comunque difficile. C’è meno rough questa volta, ma è un campo da rispettare e dove la palla deve viaggiare sempre diritta”.

– Sei decimo nella money list del Challenge Tour e quindi, classificandoti tra i primi 15, passi sull’Euopean Tour. Questa settimana, però, hai preferito l’Open al torneo di competenza. Hai fatto dei conti come i ragionieri?

“No. Ogni tanto ci penso alla mia posizione, ma senza crearmi particolari problemi o fare calcoli. Ci sono ancora tre gare, due in Cina e il Grand Final, e pertanto la strada è ancora lunga, ma io sono fiducioso”.

EDOARDO MOLINARI – Score 70 (-1)

“Anche oggi ho espresso, come ho fatto nelle ultime settimane, un buon gioco lungo, purtroppo però ho sbagliato qualche putt, soprattutto nelle ultime nove buche. Francamente non so nemmeno spiegarmi perché, in certi casi, la pallina non sia finita in buca. Peccato perché il gioco meritava forse uno score di tre o quattro colpi inferiore”.

– Hai vinto su questo percorso, ma era un campo diverso. Come è ora?

“E’ molto lungo, ci sono due dei tre par cinque raggiungibili con il secondo colpo, ma è fondamentale mantenere la palla in pista, perché se manchi il fairway molto spesso non ha il colpo al green e diventa tutto complicato”.

– Quest’anno hai più volte dato l’impressione di poter raggiungere traguardi importanti…

“Sono d’accordo. Il gioco ora è tornato ai livelli del 2010, se non addirittura meglio. Devo solo avere un po’ di pazienza e migliorare il mio rapporto con il putter. La cosa strana è che ho sempre puttato bene e invece da qualche tempo qualcosa non torna”.

RENATO PARATORE – Score 71 (par)

“Non sono partito bene, poi due ottimi  birdie consecutivi, che non erano facili da realizzare, mi hanno rimesso in pista. Sono soddisfatto. E’ stato bellissimo avere l’appoggio di familiari, parenti e di tante persone che conosco. Particolari pressioni per questo? No, a me piace essere seguito in questi casi e in tal modo, perché ricevo ulteriori stimoli a far bene e non mi condizionano, anche se un minimo di pressione c’è sempre, ma in queste circostanze ha un effetto positivo”.

– Il campo?

“E’ molto tecnico. Bisogna stare sempre concentrati perché non concede un attimo di tregua, ma si può fare uno score buono, poiché i green sono veramente in ottime condizioni”.

– Ci pensi alla Ryder Cup 2022 nella tua città?

“Di sicuro, quello è un obiettivo, ma come ho già detto in altre occasioni, mancano ancora tre anni. Quindi procederò passo per passo, gara per gara, cercando sempre di migliorare. Poi si vedrà”.